U Sanpaularu

Quandu vidi u scurzuni, chiama a San Paulu.”

E’ una espressione tipica di altri tempi quando era piuttosto frequente nei paesi la visita “”i du Sampaularu”“.
U “Sampaularu” in altri posti chiamato “ceravularu” era l’uomo dei serpenti.
Veniva molte volte in paese e girava con una cassetta piena di serpenti che a un suo fischio alzavano la testa o comunque facevano capire di obbedirgli.
La gente impressionata si affidava a lui per la bonifica delle case da vipere e serpenti che in quei tempi si trovavano facilmente nei piccoli orti accanto alle case. Ed è legata a questo anche l’espressione tipicamente meridionale riferita alla gente che va in giro nelle assolate giornate estive:

“Gira spasulatu intr’ u cori i du juarnu cumi nu sampaularu”

Il fatto mi è ritornato alla mente quando ho saputo, nell’estate scorsa, di alcuni serpenti ritrovati nelle case del centro del paese.
Era da tempo che non si sentivano più notizie del genere, anche perchè le case moderne e lo sviluppo urbanistico abnorme, non invogliano creature selvatiche a visite turistiche troppo ravvicinate. Se poi pensiamo alla riduzione ai minimi termini della fauna nei nostri territori, allora questi casi diventano ancora più eclatanti.
Bisognerebbe però chiedersi se sono i serpenti a essere diventati troppo curiosi, o non sia il caso di domandarsi quale sconquasso ambientale ha provocato queste visite non proprio desiderate.Anche perchè di mestieri antichi più edificanti e necessari si sente nostalgia, ma di questo forse più d’uno aveva pensato bene di perderne anche la memoria.

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