Dicembre 8, 2025

Come eravamo

 

Raccontare un mondo ormai scomparso fatto di oggetti materiali e di modi di essere propri di una civiltà contadina legata al mondo della sopravvivenza. Raccontarlo nel modo più sincero possibile come lascito principale verso le generazioni future.

Questa sezione nasce allora per rispondere alla domanda inespressa di generazioni che si sono trovati a vivere una comunità radicata nella tradizione contadina senza poter usufruire dei contenuti e delle attività proprie della stessa. una generazione che ha sentito parla re di un tempo descritto come il paradiso delle buone intenzioni, quasi come fosse un eden perduto e “pericolosamente” rimpianto. Pericolosamente perchè chi si diletta in questa distorsione della realtà tralascia volutamente la parte più importante che è quella relativa ad una condizione da terzo mondo che oggi i ragazzi vedono solo nei telegiornali. Tutto questo porta a due risultati che io definisco “osceni”:

  1. Nessuno osa porre la domanda sul perchè coloro che sui social rimpiangono i tempi passati come la loro “età dell’oro” si ritrovano a vivere fuori dalla loro terra e dalle loro radici: Quale delitto hanno commesso i loro padri per essere stati costretti a lasciare questo modo idilliaco e andare nel mondo della perdizione.
  2. Il silenzio in risposta alla domanda precedente, nel tentativo di negare le negatività presenti nel mondo del latifondo ponendo continuamente l’accento solo sugli stereotipi del mondo idilliaco del passato, impedisce alle nuove generazioni di rifletter invece sull’eroismo di una generazione (quella dei nostri padri) che al prezzo di sacrifici immensi hanno saputo riscattarsi  dalla condizione di schiavitù ponendo le basi per il nostro benessere odierno.

Raccontare la realtà che ci siamo lasciata alle spalle con tutte le sue connotazioni, positive e negative, mettendo a nudo anche quelle che una volta chiamavamo le nostre vergogne è l’unico modo per ridare dignità vera a coloro che ci hanno permesso di vivere oggi il mondo del progresso, senza disconoscere i veri valori sui quali quella civiltà si fondava: l’onestà, il senso di appartenenza alla terra, la dignità del lavoro e il rispetto della vita umana e della natura.