Citazioni
Pensieri su cui mi piace inciampare
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Il nuovo potere
In principio il potere fu della clava della sopravvivenza.Poi venne il tempo della spada della sopraffazione.Venne alfine il potere della parola e della rivoluzione, che, ahimè, è riuscita lì dove la clava e la spada avevano fallito: Aprire la strada per il potere della “CAZZONAGGINE”!E sempre allegri bisogna andareChe il nostro piangere fa male al Re…
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Ritorno al futuro
Saremo ricordati come la generazione che ha distrutto la millenaria cultura contadina dei nostri padri… abbiamo il dovere morale di segnare con le nostre “memorie” il posto dove l’abbiamo seppellita, perché altri, migliori di noi, possano riportarla alla luce. Ogni più piccola traccia di memoria può essere la mollica di pane che indica la strada.
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Disordine
C’era una volta un re, il cui nome nessuno poteva nominare, e neppure scrivere, e men che meno pensare. A dispetto di ciò egli esisteva, egli viveva, egli faceva sentire la propria presenza, rendeva concreto ogni indizio del suo essere, fugava ogni dubbio sulla propria illusoria figura, imponeva nei confronti di sé stesso un crescente rispetto. Ma le lapidi non lo ricordavano, i libri non lo descrivevano, le poesie non lo cantavano, gli affreschi non lo ritraevano, le statue non lo raffiguravano, gli elenchi non lo catalogavano, i giudici non lo chiamavano a testimonio, i saggi non lo presentavano a modello, i miseri non lo imploravano, le dottrine non lo…
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L’arpa di Pay Ya
Nel burrone di Lung Men tanto, tanto tempo fa c’era un albero di nome Kiri, un vero re della foresta. Un potente mago costruì con il legno di quest’albero un’arpa meravigliosa, il cui spirito non poteva essere domato nemmeno dal più grande dei musicisti. Per molto tempo quest’arpa fu custodita insieme ai tesori dell’imperatore della Cina senza che nessuno, tra tutti coloro che avevano tentato, fosse riuscito ad estrarre una melodia dallo straordinario strumento. Infine arrivò Pai Ya, il più bravo di tutti gli artisti. Accarezzò l’arpa con mano leggera, quindi prese a pizzicare leggermente le corde dello strumento. Pai Ya cantò la natura e le stagioni, le alte vette…
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Si dovrebbe iniziare morendo
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in…
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Dai conta su…
Dai dai, conta su…ah be, sì be…. – Ho visto un re. – Sa l’ha vist cus’e`? – Ha visto un re! – Ah, beh; si`, beh. – Un re che piangeva seduto sulla sella piangeva tante lacrime, ma tante che bagnava anche il cavallo! – Povero re! – E povero anche il cavallo! – Ah, beh; si`, beh. – è l’imperatore che gli ha portato via un bel castello… – Ohi che baloss! – …di trentadue che lui ne ha. – Povero re! – E povero anche il cavallo! – Ah, beh; sì, beh. – Ho visto un vesc… – Sa l’ha vist cus’e`? – Ha visto un vescovo!…
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U mundu ncuaddru
Zu Peppì, cuami ha fattu ad arrivari a cent’anni? Ogni vota ca u mundu pari ca mi cadja ncuaddru… ija mi scanzava nu pocu cchijù ddrà! U mundu ncuaddru
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Un’idea
“Ma insomma, sappiamo che cos’è un’idea? No.Sappiamo come può nascere una buona idea? Non direi.Possiamo fare qualcosa per favorire lo sbocciare di nuove buone idee? Ne dubito.Ma allora perchè hai scritto questo libro? E’ stata un’idea…” — Edoardo Boncinelli– Come nascono le idee– I libri del festival della mente – Corriere della sera – Luglio 2013