• Rettangoli di memoria

    Assolate giornate d’agosto

      Assolate giornate agosto. Sempre le stesse, la piazza sempre vuota con i sedili che si riempiono piano piano seguendo il criterio del fresco: “a matina a ru siattu i Liviu e ra sira a ra scala i Peppina i Petruzza”. E gli occupanti rimangono eternamente gli stessi dal punto di vista generazionale: niente giovani, loro vanno a stare al fresco sotto l’ombrellone. Non cambia niente nelle costanti di sempre, nemmeno i discorsi: “n’ annata cumi chissa ija mo è parecchjiu c’ u ra vìdjia! Le case, la forma delle macchine, particolari transitori e utili solo dal punto di vista della storia personale o locale; il resto no, Il resto…

  • Rettangoli di memoria

    40 anni di fotografia

    40 anni di fotografie…Una seconda vita… una storia infinita di fotogrammi che scandiscono come un orologio di celluloide e di pixel ogni giorno di questi lunghi 40 anni. Ho nella testa una lanterna magica che gira continuamente illuminando lo schermo della memoria come un vecchio carosello diaporama degli anni 70. La lanterna gira continuamente facendo scorrere momenti e storie che solo io riesco a distinguere senza bisogno di rallentare il vortice che altri non potrebbero sopportare… e poi, come in una proiezione dia,  il telecomando si aziona per fermare la sequenza su quel fotogramma che mi riporta indietro nel tempo… In fondo la fotografia è una macchina temporale individuale dove…

  • Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 2

    I ficundiani

    Mi sono divertito a seguire le mosse di “Turuzzu” mentre, con una perizia frutto di un’abitudine consolidata negli anni, si dedicava a “mundari nu piattu i ficundiani”. Con una videocamera avrei potuto riprendere tutti i movimenti, anche quelli di parti del corpo non direttamente interessate all’azione come le gambe, la testa e i piedi che, come per un riflesso condizionato, partecipavano armonicamente alla “mundatina”. Avrei potuto farlo… ma la fluidità delle immagini in movimento avrebbe relegato in secondo piano quei particolari che ritengo invece fondamentali per comprendere l’arte di “Mundari i ficundiani”. Certo che se i fichidindia li avete conosciuti solo nelle cassette delle bancarelle di frutta e verdura, belle…

  • Contributi

    Juali e ru scieccu

    U zzu Rusaru u truvavamu sempri ddra, assittatu a ra banda i du fuadularu, ccu ra seggia appuggiata a ru muru e ccu ri manu e ri piadi vicinu a ru fuacu ppi ssi quadiari, A zza micuzza i l’atra minzina chi riminava ra pignata i di ciciri e ogni tantu a rivutava ppi ri fari cucinari guali. Ad unu, ad unu, tutti i quatrariaddri e ri fimmini i da vineddra, cuami cuminciava d’a scurari vinianu e s’assittavanu vicinu a ru fuacularu, a ri pochi seggi, chini arrivava prima e pua l’atri nterra. U cc’era na sira cu ssi facia na ricoteddra intra chira casa subba u “Valici”. A zza…

  • Antichi mestieri

    U Sanpaularu

    “Quandu vidi u scurzuni, chiama a San Paulu.” E’ una espressione tipica di altri tempi quando era piuttosto frequente nei paesi la visita “”i du Sampaularu”“. U “Sampaularu” in altri posti chiamato “ceravularu” era l’uomo dei serpenti. Veniva molte volte in paese e girava con una cassetta piena di serpenti che a un suo fischio alzavano la testa o comunque facevano capire di obbedirgli. La gente impressionata si affidava a lui per la bonifica delle case da vipere e serpenti che in quei tempi si trovavano facilmente nei piccoli orti accanto alle case. Ed è legata a questo anche l’espressione tipicamente meridionale riferita alla gente che va in giro nelle…

  • Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 3

    Danilo Montenegro

    Danilo Montenegro on Flickr. Un populu mittitulu a catina spugghiatulu attuppatici a vucca, è ancora libiru. Livatici u travagghiu u passaportu a tavola unni mancia u lettu unni dormi è ancora riccu. Un populu, diventa poviru e servu quannu ci arribbanu a lingua addutata di patri: è persu pi sempri. Diventa poviru e servu quannu i paroli non figghianu paroli e si manciunu tra d’iddi. Minn’addugnu ora, mentri accordu a chitarra du dialettu ca perdi na corda lu jornu. Mentri arripezzu a tila camulata chi tesseru i nostri avi cu lana di pecuri siciliani e sugnu poviru haiu i dinari e non li pozzu spènniri, i giuielli e non li…

  • Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 3

    Orizzonte

    Orizzonte on Flickr. Quella linea immaginaria, che si staglia al centro dell’inquadratura, voluta, cercata, ma anche trovata, li dove al mattino sempre si trova… Quando il sole ancora basso sulle colline intorno a Praja Longa non è ancora riuscito a confondere il cielo col mare…Quando la brezza del mattino non si è ancora trasformata in vento di mare e le onde non hanno ancora accumulato abbastanza energia da infrangersi sulla spiaggia ancora bagnata dall’alta marea… E’ quello il momento in cui i colori mostrano le loro tonalità più consistenti senza bisogno di artifici fotografici… quando ancora la luce del sole splendente non ha ancora la forza di nasconderli coi suoi…

  • Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 3

    Nebbie

    Nebbie 3 on Flickr. Nebbia, una panchina illuminata dalla luce fioca di un lampione e tanta malinconia ….. solo un momento però, giusto il tempo necessario per poter cogliere quel velo di luce che sembrava spostare le tenebre per illuminare la scena. Giusto il tempo di osservare il sapiente utilizzo che la luce del lampione riusciva a fare della rifrazione delle gocce di nebbia che riempivano la scena. Giusto il tempo di riappropriarsi dell’aspetto consolatorio della fotografia che ti permette di trasformare attimi di malinconia in magica poesia solo che si riesca a cogliere l’atmosfera che la luce e la nebbia sembrano creare apposta per occhi che vogliono goderla. E…