racconti
Racconti ispirati da personaggi veri del mio paese e aneddoti sentiti dagli anziani seduti in Piazza Del Popolo.
-
Firmativi nu muarzu ppi piaciri
Firmativi nu muarzu ppi piaciri, O aggianti chi passati i chista via; Trasiti ‘ntra sta casa, ppi vidiri Si c’è miseria mai cuamu la mia! ‘U ttiagnu pani, ‘u d’ aju duvi jiri, E mancu fuacu ppi mi quadijari; Mi viju d’avanti ’i figgi pirìri… – Facitimi a carità ppi sii ‘nnocenti Cà pua vu renda adduppricatu, Dia!- -Va’, ca l’ajiu già fatta… -Va’, c‘u tiagnu cchijù nenti… – E ognunu passa e mi rimpaccia ppuru! Ed ija dispiratu: – Ohi,Gisù mia, Pari ca parru, e parru a nu muru!
-
Mastru Peppi e ra purga (Mastro Giuseppe e la purga)
Per non dimenticare… Mastro Peppe non parlava volentieri di queste cose; aveva quel sano distacco che derivava dallo scetticismo circa la reale volontà di comprensione dei fatti che credeva di vedere negli occhi dei suoi interlocutori. Io però ero insistente, e lui non poteva neanche allontanarmi con una scusa: essere il suo manovale nei lavori edili che stavamo facendo a casa sua mi dava questo vantaggio che invece non potevo avere nella sezione: Li infatti, ogni volta che cercavamo di interrogarlo sui suoi trascorsi anti fascisti, rispondeva quasi a monosillabi e solo per negare o confermare i racconti che gli atri ci avevano fatto a riguardo. In alcune occasioni mi era…
-
Chijova, o scampa?
Una serata del venerdì del Soccorso, due amici un po’ burloni e anche un po’ sacrileghi, lontani mille chilometri, si ingenano su facebook a rimare sulla possibilità che il tempo possa rovinare la festa Francesco Squillace: Impazza il gioco delle previsioni : Smette, continua. La Madonna fa il miracolo. Come se fosse un miracolo non bagnarsi! Quanti pagani! Francesco Cirillo Gallucci: O Madonna del Soccorso, tu che m’hai sempre aiutato, mo che sto precipitato, dimmi un pò che devo fare…? Devo stare o devo andare…??? Pioverà o può scampare…??? Francesco Squillace: Touche! 1 a 0 e palla al centro! Francesco Squillace: Maria Santissima del Soccorso Noi a te facciam ricorso se…
-
Cchi d’è ru ballottaggiu?
Catirì! Vida ca ija niasciu! A ra jiazza cci su i comizii ppi ru ballottaggiu e ppi ru referendum! – Ohi Giggì, e cchi d’è ru ballottaggiu? Giginu Coraisima rimaneva sempre impasamato di fronte alla disarmante ignoranza della moglie, anche se nel corso degli anni questa si era sempre palesata nonostante i suoi tentativi certosini di farle capire i rudimenti di quella che lui considerava l’arte della politica. Non si era mai capacitato di tanta ottusità nella mente di una donna che per altri versi si era dimostrata più intelligente e pragmatica di lui. A questa deficienza della moglie, del resto, lui faceva risalire l’inizio delle sue sfortune politiche dato…
-
Considerazioni intorno al nostro dialetto
Considerazioni intorno al nostro dialetto da parte di una milanese vissuta nel nostro paese. (Cinzia) Tutti gli abitanti del Marchesato parlano il dialetto, e in ogni paese un dialetto ben preciso e in qualche caso molto difficile, il dialetto è parte di loro, della loro vita del loro mondo, è quasi una difesa della propria intimità, è il segno di una appartenenza ad un gruppo ben definito. Dalla mia ricerca è emerso come il dialetto sia una espressione di vita, sia il volto di tutto un paese, come una sintesi in cui si assommano il suo passato, le sue tradizioni e la sua storia. Ogni parola, ogni espressione dialettale, infatti,…
-
Madonna mia pensaci tu!
Il 25 aprile di quest’ anno la chiesa della Madonna del Soccorso è stata elevata alla dignità di santuario: Santuario Maria SS. Soccorso… E’ cambiato solo un vocabolo ma, in tutti noi, si ha 1’impressione che sia stato messo un sigillo ad un documento importantissimo della nostra storia. Un documento scritto con la nostra grande devozione verso quest’Immagine la cui origine è avvolta nel mistero a nella leggenda. E’ come se, soltanto adesso dopo centinaia d’anni, ci rendessimo finalmente conto dell’importanza di questa piccola chiesa agli occhi del mondo. Importanza, naturalmente, sotto il profilo civile perché, per quanto riguarda quello religioso, anche se solo “”chiesa”“, è sempre stata presente nel…
-
A tilivisioni i di Carcagnuti
Con la televisione la secolare civiltà contadina si apriva all’ignoto e questo prendeva il posto della dura realtà circostante nelle discussioni e nei ragionamenti.” Pirniciuni “Nella metà degli anni Cinquanta cambiò l’ordine sociale, che i libri chiamano civiltà contadina e il cambiamento arrivò, quasi senza accorgercene…cambiarono le abitudini, gli orari, il mobilio, le disposizioni delle camere, e in alcuni casi persino gli spazi sui balconi. E’ in questo periodo che arriva lo strumento rivoluzionario che riuscì a frantumare quello speciale equilibrio fra natura e umanità per costruire il quale era stata necessaria prima una rivoluzione nel neolitico e poi una seconda nel medioevo: la televisione. C‘era già stata la radio…
-
U mundu n’casa
A un certo punto però anche Pirniciuni perde il suo potere attrattivo, sono gli anni 60 e sempre più spesso una parte dei primo guadagni che l’edilizia sta portando nelle case degli ex braccianti agricoli, viene destinata all’acquisto della televisione. Don Carlo e Ntoni i Mastru Linardu cominciano a riempire le loro “”Putighe”” di apparecchi televisivi, di trasformatori, di antenne, e di tavolini con le ruote e a doppio scomparto: uno per il trasformatore e quello superiore per l’apparecchio vero e proprio. L’oggetto non possedeva nessuna caratteristica particolare che lo rendesse più attraente dei prodotti artigianali locali, di gran lunga più elaborati e raffinati nella forma, tanto che non si…