La storia cancellata

Una delle cose più stupide che siano mai state concepite a Crotone è  sicuramente il tentativo, riuscito, di far sparire qualsiasi traccia della realtà industriale del 900. Quasi fosse una vergogna avere soltanto pensato di avere un sia pur minimo barlume di volontà di riscatt0 dall’atretratezza e dalla schiavitù della terra. Ma forse questa cancellazione è la certificazione di una non cultura industriale che ha reso la Montedison solo un paravento dietro il quale nascondere la propria insipienza  e l’atavica incapacità. L’abbiamo fatta chiudere senza che il territorio ne ottenesse nulla in cambio…l’abbiamo demolita senza che rimanesse traccia… ma nel deserto che rimane anche tutti coloro che di questo scempio hanno goduto rimarranno a trionfare sul nulla! E pulcinella penserà di essere diventato generale soltanto perché qualcuno gli ha regalato una divisa….

Le carrette del mare

Le carrette del mare 3 on Flickr.

La scala armonica dei grigi intermedi riproduce un senso di pace che riempie l’anima come uno stato interiore che riempie gli interstizi vuoti della realtà sensoriale. Sembra quasi di riprodurre una condizione fluida tra la realtà e l’immaginazione che esiste solo in un tempo sospeso tra l’essere, e ciò che invece potrebbe essere. Ed è in questo tempo che la fotografia si esalta!

Bonaccia

Bonaccia on Flickr.

Bonaccia
Vocabolario on line
bonàccia s. f. [lat. *bonacia, prob. rifacimento su bonus «buono» del lat. malacia, gr. μαλακία «calma di mare»] (pl. -ce). –

1. Stato del mare calmo e senza vento: tempo di b.; fa b.; il mare è in b.; un’improvvisa b. tenne fermo il veliero a poche miglia dalla costa. In senso fig., situazione calma, tranquilla: c’è bonaccia oggi, speriamo bene!

Scarponi

Scarponi on Flickr.

Tanti anni fa, 36 per la precisione, alla fiera di Mulerà (Rocca Bernarda – KR), con la mia vecchia Zenit M mi divertivo a cercare inquadrature insolite, provando a imitare in modo alquanto bislacco grandi autori della fotografia italiana e meridionale in particolare.
Il vecchietto che vendeva gli scarponi militari, ridendo, mi disse che era la prima volta che i suoi anfibi provavano l’emozione della fotografia, ma in fondo era un suo modo per coprire la sua vera sensazione che era più attinente alla mia sanità mentale.
Io avevo capito il lato nascosto della risata ma rimasi colpito dal garbo col quale il commerciante mi aveva dato del matto.
Continuai a girare per la fiera con l’euforia di chi indossa un abito nuovo e scopre che gli sta benissimo addosso….il fotografo in fondo è un matto che si illude di fermare il mondo!
Il vecchietto è rimasto sempre impresso nella mia memoria come una bella persona e gli anfibi sono stati sempre il filo di Arianna che mi conduceva a lui.

Poi, quest’anno, alla stessa fiera ho rivisto gli anfibi e mi sono avvicinato per fotografarli… ma una voce sgradevole mi ha immediatamente apostrofato chiedendomi di qualificarmi… con tono minaccioso mi ha chiesto comi mi ero potuto permettere di fotografare le sue scarpe…..

Che il mondo cambi è nelle cose del mondo stesso… ma che cambi in peggio non è proprio una bella prospettiva….

Mi sono immediatamente allontanato dalla fiera e non ho visto l’ora di riprendere la mia macchina per andarmene… io non ci sarò tra 35 anni ma in ogni caso il ricordo di questo episodio sarà impresso nella mia memoria come uno dei più sgradevoli e stupidi del mio passaggi su questo mondo!

Gabbiani 2007

Gabbiani 2007 on Flickr.

Sulla spiaggia di Steccato di Cutro – KR

Avrebbe voluto volare libero sul mare,
Lo Scirocco impetuoso si divertiva a respingerlo tra gli uomini,
Esseri che stanno ancorati alla terra:
Quale dialogo è mai possibile con esseri così lontani dal cielo?

Aspettava prima di riprovare,
I suoi compagni erano riusciti a trovare il verso giusto del vento
Mentre quel bipede informe si avvicinava 
Con uno strato tubo nero tra le mani.

Meglio rischiare, piuttosto che il contatto ravvicinato…
con l’uomo! 

Il ritorno dei pescatori

Il ritorno de pescatori on Flickr.

La notte era stata fruttosa,le reti erano piene, e la stanchezza aveva lasciato il posto
all’ebbrezza della soddisfazione.
I riflessi del sole, sul mare appludivano il ritorno dei tre giovani pescatori.
Sulla spiaggia, ad attenderli, nonne mattiniere, moderne baby-sitter, e insonni fotografi a caccia di riflessi e atmosfere,lontane dalla canea del giorno.
La pace dell’alba è un momento unico che molti non godono, sopraffatti dalla frenesia della notte.

Andersen 2000

Andersen 2000 on Flickr.

Qualcuno mi ha detto che è bella, altri mi hanno fatto notare che forse è triste, altri ancora mi hanno chiesto cosa significa.
non lo so.
Forse la sua bellezza è nella sua “tristezza”, è nel suo non significare niente, è tutto il contrario di niente.
quando scatto o rielaboro una fotografia, non sono mai motivato dal desiderio di dargli un senso.
Mi affascianano le atmosfere che le immagini riescono ad evocare.
La pace, la vita, il silenzio, il colore, la geometria, il contrasto, le sfumature: fanno tutte parte dell’immagine e il loro peso, nella combianzione che riusciamo a -vedere-, determina il significato che ognuno, in base alla proria sensibilità, vorrà dargli.

Carrette del mare

Carrette-del-mare11 on Flickr.

Sono uno spettacolo solo dal punto di vista fotografico. Vederle da vicino riesce però solo in parte a dare l’idea delle storie che potrebbero raccontare.
Vorrei riuscire a capire quanti di noi avrebbero il coraggio o l’incoscienza di tentare una traversata con queste carrette, se non per pura disperazione.
Le facce degli immigrati che sbarcano sulle nostre spiagge non riescono a dare l’idea di questa disperazione, quanto la vista dei rottami da cui scendono.

U panariaddru

Le palme on Flickr.

U panariaddru:
Mani antiche affaccendate in atti antichi!
Sono le uniche mani purtroppo a dedicarsi a cose semplici, retaggio di un passato fatto di povertà ma anche di dignitosa industriosità.
Tempi in cui ogni bambino aspettava le Palme per poter dimostrare al proprio nonno i progressi compiuti nell’arte di intrecciare le foglie di palma per farne uscire panariaddri, pira, crucetti, scaliceddri.
Era anche il tempo delle gare a chi portava il fascio più grande di rami d’ulivo.
Erano altri tempi, e per certi versi non sicuramente migliori di oggi, ma quanta amarezza nel vedere i bambini di oggi con in mano le composizioni di palma comprate dal fioraio.
O forse questa nostalgia nasconde soltanto una difficoltà di vivere pienamente un mondo che abbiamo contribuito a costruire, ma nel quale non riusciamo a riconoscerci appieno.
Oppure è soltanto il rammarico di non aver saputo coservare la parte buona di quel mondo.
O, molto più semplicemente, è soltanto la sensazione insopportabile di “aver buttato via anche il bambino, insieme con l’acqua sporca”!

Il balletto

Il balletto on Flickr.

Fotografare uno spettacolo di danza è coinvolgente e appassionante:
Riuscire a cogliere la tensione dei muscoli che liberano la loro forza in modo armonico e nascondono la loro potenza nella delicatezza dei movimenti, fermare l’attimo in cui gli occhi fissano il vuoto perchè nessuna distrazione distolga gli altri sensi dal compito che gli è stato assegnato, congelare le mani nell’attimo del volteggio o della presa, cogliere il momento della concentrazione massima nascosto dietro un sorriso e la soddisfazione dipinta sul volto del danzatore che è riuscito concludere il movimento imposto dalla musica, impressionare il fotogramma con gli effetti del movimento che si amalgama con i colori dei costumi e delle luci fondendosi in una tavolozza di colori che sono degni di un pittore, carpire la sensualità del gesto e la passionalità dei movimenti, registrare il patos dell’entrata in scena sul volto degli artisti impegnati e degli altri che aspettano il loro turno….
Tutto questo è possibile solo fotografando uno spettacolo di danza e per il fotografo è come scolpire una materia già “piena” di forma plasmandola in uno spettacolo nello spettacolo che finisce soltanto con la stampadelle fotografie.
E’ possibile raggiungere gli stessi risultati, separatamente, in molti modi e in tanti altri mondi dell’arte, ma in nessuno di questi in modo così completo e ricco di particolari come nel balletto.

Rosso… dalla vergogna…

Rosso… dalla vergogna… on Flickr.

Ogni tanto anche lo Jonio, non riesce a rimanere impassibile difronte allo spettacolo pietoso cui è costretto, suo malgrado, ad assistere.
Ha visto nascere la civilà della Magna Grecia, ha assistito alla nascita della storia, ed è costretto adesso a guardare, impotente e sconsolato, il suo triste epilogo….
Il suo arrossire è pur sempre una reazione pudica al confronto dello scempio morale cui è costretto ad assistere.

Il falco

Storie di terra on Flickr.

Tutte le mattine, alle 7.40, si fa trovare sul ramo più alto dell’albero spoglio sul quale ha fatto il nido.
E’ un albero basso, sul ciglio della strada, ma in piena curva cieca…
Come se lo sapesse che li le macchine non si possono fermare per fotografarlo.
Ma anche come un gioco del gatto col topo in cui il topo, lui, lo fa apposta a mettersi in quel punto per farsi beffe di quel gatto maniaco sempre con la macchina fotografica al collo.
Solo che il gatto… il fotografo… io… questa volta è dotato di tanta pazienza e sa stare come i cinesi sulla sponda del fiume ad aspettare:
E pazienza se l’albero è un’altro più lontano dalla strada!
Del resto il mio obiettivo non era quello di fare un primo piano al topo … il falco…
E in ogni caso, questa volta in gioco non era la sopravvivenza, ma soltanto una fotografia… meno male!
Che poi proprio il topo… il falco… il dettaglio, renda bella questa immagine, rende giustizia a i tue contendenti:
Il gatto è riuscito a fare una bella foto e il topo è riuscito a diventarne il protagonista… proprio come nei cartoon di Tom e Jerry.

Ci sono giorni che

Le Castella on Flickr.

Ci sono giorni che…
La favola non è più un luogo della memoria,
e ritorni fanciullo a paesaggi che da sempre ti sembra di aver vissuto.
Ci sono giorni che…
La magia non è l’arte dell’impossibile,
e ti sembra del tutto fuori luogo il telefonino che squilla nel taschino del vicino.
Ci sono giorni che…
Il tempo assume i contorni dell’emozione,
e niente è più così distante dai tuoi occhi che tu non possa arrivare a scoprirlo.
Forse l’equazione spazio – tempo è soltanto un’emozione.