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La grammatica in vacanza

Non me ne voglia l’innamorato o l’innamorata che ha scritto questo messaggio sul muro del “Ciddraru”: il messaggio è bellissimo e quello che conta è il contenuto. Ma questa scritta è riuscita a fondere insieme il mio essere fotografo dilettante, attento ai particolari e alle atmosfere, con il mio mestiere di docente, e d’Italiano per giunta. Non me ne voglia, dicevo, il sentimentale estensore del grafito, se uso il suo messaggio per lamentare come il congiuntivo sia diventato da troppo tempo un optional della lingua italiana. Del resto, basta ascoltare qualche nuovo politico rampante alla televisione o leggere qualche blog nella rete per scoprire che il/la nostro/a innamorato/a è sicuramente in una folta compagnia di vacanzieri della grammatica. Il problema in questo caso è di natura squisitamente sentimentale: se il/la destinatario/a del messaggio è tra quelli che ci tengono a parlare in corretto italiano, la telenovelas è destinata a un iter quanto meno burrascoso. Se invece lo stesso è di bocca buona, apprezzerà le buone intenzioni e, al massimo, comincerà a mettere in conto la spesa per delle ripetizioni di Italiano. E comunque: PoteSSe… e non potreBBe

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