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Esistono siepi

Ci sono siepi che sembrano soltanto romantiche coreografie come bordi bucolici da sempre presenti nel paesaggio impresso nella memoria…

Non hanno niente di minaccioso, non assurgono al rango d barriere invalicabili se non per docili animali ed eleganti signori…

Sono distanti dal bordo delle paure che antiche prigioni hanno disegnato nell’anima…

Lunghe distese di filo spinato residuo di abitudini ormai desuete in luoghi più nuovi e sempre meno distesi a difendere proprietà non più ambite…

Confini artificiali di un dentro o fuori ormai senza interesse…

Ci sono siepi che circondano coloro che si sentono prigionieri in un mondo che vorrebbe abolire le prigioni…

Ci sono siepi che diventano assurdamente invalicabili anche con i loro enormi e invitanti squarci…

Ci sono siepi che non sai di cosa sono il confine…

se della propria libertà o della propria prigionia…

Ci sono siepi che diventano bordo di confine tra il dentro e il fuori…

e nel dentro ti ci senti tu…

e nel fuori ti vedono gli altri….

E allora ti chiedi se quel filo spinato sià stato messo li per proteggere gli altri da te o…

te dal resto del mondo.

Ci sono siepi che non sono più dietro o davanti a te…

ma dentro di te…

ed per questo forse che i chiodi del filo spinato fanno più male…

Ma, al fondo di tutto, il vero problema è …

che:

Esistono siepi!

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