Elogio della mitezza

Elogio della mitezza on Flickr.

Questa non è mia, nel senso che la foto l’ha scattata un mio alunno, Cesare; e nel senso che anche il soggetto lo ha scelto lui…. questa foto non avrebbe mai dovuto essere qui tra le mie foto!

Ma il racconto si!

Nel senso che la composizione, il taglio, e la storia che questo frammento racconta, è invece mio!

Non è un tentativo di rivendicare una proprietà intellettuale che rimane nella disponibilità dell’autore della foto…

Non è nemmeno una giustificazione del “furto”.

E’ soltanto un modo diverso per riaffermare la centralità del pensiero rispetto al braccio… della mente rispetto alla macchina!

La macchina coglie un frammento di esistenza che, in quanto frammento, rimane isolata dalla storia e acquista un senso solo per colui che conosce, o riesce ad inventare, l’intero.

altri riusciranno a riconoscere nel frammento una trama acora più definita e coerente se conoscono il contenuto del libro e la persona che lo sta legendo.

Per tutti gli altri, lo sguardo e il titolo possono diventare l’incipit di una delle infinite storie possibili.

Era troppo bella per lasciarla nella triste dimensione della realtà!

La nebbia agli irti colli…

La nebbia agli irti colli…Piovigginando sale, …. forse da altre parti…. qui scende, o al massimo staziona a coprire la stagnante disperazione di una terra dimenticata. Ma forse è soltanto il punto d’osservazione che permette di godere dello spettacolo dimenticando per un momento la visione del quotidiano. Oppure serve a farci riflettere sul fatto che non sempre ciò che emerge è la parte migliore. E’ quasi sempre consolatorio il mare di nebbia, anche se dura poco, e soltanto per poche mattinate all’anno. Il monumento di terra in primo piano, creato nei secoli dall’erosione degli agenti atmosferici, si chiama “Cristaria”. Non so cosa voglia dire ma evoca atmosfere e assonanze che si legano perfettamente con il paesaggio e con il territorio che esso sovrasta. 

Un mondo capovolto

In un angolo… nella mia mente on Flickr.

In un angolo… nella mia mente c’è sempre una visione di un mondo capovolto, migliore del mondo in sù, dove sono riposte le atmosfere rarefatte di cose semplici che stanno lì senza uno scopo definito, senza per forza una ragione, senza la necessità di un creatore diverso dalla mia fantasia.

E’ il rifugio dalla stanchezza di un mondo pieno di scopi e di necessità… è l’ancora di salvezza nel mare tempestoso dei perchè.

Nel mondo della fantasia, la realtà non può che essere… alla rovescia, e finalmente le risposte precedono le domande… rendendole inutili!

Alba sui kalanki 2

Alba sui kalanki on Flickr.

Ho visto lo stesso spettacolo in altri luoghi…
Nelle langhe mi sono fermato a contemplare la nebbia che avvolgeva i vitigni e sembrava voler ricoprire i doni e i profumi della terra per conservarli per uomini ancora dotati di sensi…
Nella Padania ho colto le voci di gente operosa che aspettava la luce del sole,
tutti i giorni a mostrare un riscatto possibile da un destino di ombre in eterno…
E qui, nel posto dove riesco a vedere la coltre dall’alto,
mi accorgo che la nebbia, invece che spettacolo, è essa stessa parte della nostra sostanza!

Gli invisibili

Gli invisibili on Flickr.

E’ una vecchina che chiede l’elemosina sotto i portici di Crotone.
Mi ha colpito perchè non chiede mai l’offerta, non guarda nessuno… sta in ginocchio e prega in continuazione per tutto il tempo che sta in quella posizione.
Ed è proprio questa sua presenza discreta e pure molto evidente che contrasta con la folla che riempie i portici e che sembra non vederla.

Nidi

Nidi on Flickr.

Eppure, nonostante tutto, loro continuano ostinatamente a pensare che questa parte del mondo meriti di essere visitata.
Eppure, malgrado noi, continuano a scegliere il nostro cielo per i loro giochi di volo.
Dovrebbe essere per noi consolatorio, pensare che c’è ancora chi crede nelle nostre possibilità di sopravvivere al male che ci stiamo facendo….

Il balletto

Il balletto on Flickr.

Fotografare uno spettacolo di danza è coinvolgente e appassionante:
Riuscire a cogliere la tensione dei muscoli che liberano la loro forza in modo armonico e nascondono la loro potenza nella delicatezza dei movimenti, fermare l’attimo in cui gli occhi fissano il vuoto perchè nessuna distrazione distolga gli altri sensi dal compito che gli è stato assegnato, congelare le mani nell’attimo del volteggio o della presa, cogliere il momento della concentrazione massima nascosto dietro un sorriso e la soddisfazione dipinta sul volto del danzatore che è riuscito concludere il movimento imposto dalla musica, impressionare il fotogramma con gli effetti del movimento che si amalgama con i colori dei costumi e delle luci fondendosi in una tavolozza di colori che sono degni di un pittore, carpire la sensualità del gesto e la passionalità dei movimenti, registrare il patos dell’entrata in scena sul volto degli artisti impegnati e degli altri che aspettano il loro turno….
Tutto questo è possibile solo fotografando uno spettacolo di danza e per il fotografo è come scolpire una materia già “piena” di forma plasmandola in uno spettacolo nello spettacolo che finisce soltanto con la stampadelle fotografie.
E’ possibile raggiungere gli stessi risultati, separatamente, in molti modi e in tanti altri mondi dell’arte, ma in nessuno di questi in modo così completo e ricco di particolari come nel balletto.

Ambulante

Ambulante on Flickr.

Avrei voluto farla a colori…
la musica,
lo strumento,
l’abbigliamento in contrasto con i colori dei costumi e degli ombrelloni…
Ma la musica che usciva da quello strumento, due sole note, erano intonate all’espressione della venditrice…
Questa sì, in contrasto con tutto il resto….
Ogni volta che ognuno di loro si avvicina al mio ombrellone, non riesco a togliermi alla mente il disagio che provavo quando dovevo andare a una festa con i miei abiti migliori… ma sempre troppo appariscenti… in povertà, con quelli degli altri.
Come questa donna…
Decorosa…
Dignitosa…
Ma troppo in contrasto con la mia idea di normalità…

Stanchezza

Stanchezza on Flickr.

Quella ciocca di capelli che sfuggiva alla forma contenuta nel cappellino elegante, rendeva surreale il passaggio di quel volto in quella spiaggia affollata.
La stanchezza dell’ennesimo passaggio tra quegli ombrelloni traspariva dal filo di voce con cui la venditrice offriva la sua merce.
Gli occhi poi dicevano tutto… anche il contrario di quello che il sorriso imposto dalla circostanza avrebbe voluto esprimere.
Tutto era fuori posto su quel volto… come la ciocca di capelli fuori dal cappellino.

Alba sullo Jonio

Alba sullo Jonio on Flickr.

Per voi che non avete mai visto il sole perchè accecati dai suoi raggi del giorno;
Per voi che via alzate nelle albe gelatinose delle città;
Per voi che i muri delle case sono lo schermo delle storie che vivete;
Per voi che alzarvi al mattino e da “lavoratori del porto”;
Per voi!
Perchè altrimenti non saprete mai cosa vi perdete….

Rosso… dalla vergogna…

Rosso… dalla vergogna… on Flickr.

Ogni tanto anche lo Jonio, non riesce a rimanere impassibile difronte allo spettacolo pietoso cui è costretto, suo malgrado, ad assistere.
Ha visto nascere la civilà della Magna Grecia, ha assistito alla nascita della storia, ed è costretto adesso a guardare, impotente e sconsolato, il suo triste epilogo….
Il suo arrossire è pur sempre una reazione pudica al confronto dello scempio morale cui è costretto ad assistere.