• Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 1

    A scirchijatu a terra…

    Ha scirchijatu a terra… guardava la terra che calpestata e mormorava parole che avevano un suono e un senso atavico e familiare ma di un tempo troppo lontano per me, o forse soltanto segno di reminiscenze troppo in fretta messe in disparte. Parole come cornici contenenti stampe ingiallite e macchiate dal tempo ma ancora comprensibili solo a chi quei posti o quelle storie le ha viste e le ha vissute anche soltanto come inconsapevole spettatore… forse colpevolmente inconsapevole! “L’alivi stanu carricandu e serva l’acqua”…E la frase che, detta dopo un tempo interminabile rispetto alla prima, sembra senza senso, ma riporta a un tempo che ha le lancette dell’orologio  sintonizzate sulle…

  • Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 2

    Rizza

    Rizza on Flickr. Mi guardava tra il divertito e il condiscendente, con un aria di compatimento che si riserva a coloro che non sono proprio tanto giusti di cervello ma anche con quella benevolenza che si deve accordare ai vecchi compagni di scuola… in fondo non era mica colpa sua se poi io mi ero ridotto a fare fotografie nei bar del paese! Un grande grazie per avermi dato il permesso di pubblicarla.

  • Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 2

    Il sorriso

    Tonino on Flickr. Questo sorriso, che ha sempre il potere di farmi star bene è meglio che stia qui su flickr piuttosto che in altri posti meno ameni… Io e Tonino sappiamo cosa significa il proverbio “Cori allegru, Ddja l’ajuta”, e sappiamo anche quanto sia vero!

  • Racconti fotografici,  Racconti Fotografici 3

    Danilo Montenegro

    Danilo Montenegro on Flickr. Un populu mittitulu a catina spugghiatulu attuppatici a vucca, è ancora libiru. Livatici u travagghiu u passaportu a tavola unni mancia u lettu unni dormi è ancora riccu. Un populu, diventa poviru e servu quannu ci arribbanu a lingua addutata di patri: è persu pi sempri. Diventa poviru e servu quannu i paroli non figghianu paroli e si manciunu tra d’iddi. Minn’addugnu ora, mentri accordu a chitarra du dialettu ca perdi na corda lu jornu. Mentri arripezzu a tila camulata chi tesseru i nostri avi cu lana di pecuri siciliani e sugnu poviru haiu i dinari e non li pozzu spènniri, i giuielli e non li…

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    Stanchezza

    Stanchezza on Flickr. Quella ciocca di capelli che sfuggiva alla forma contenuta nel cappellino elegante, rendeva surreale il passaggio di quel volto in quella spiaggia affollata. La stanchezza dell’ennesimo passaggio tra quegli ombrelloni traspariva dal filo di voce con cui la venditrice offriva la sua merce. Gli occhi poi dicevano tutto… anche il contrario di quello che il sorriso imposto dalla circostanza avrebbe voluto esprimere. Tutto era fuori posto su quel volto… come la ciocca di capelli fuori dal cappellino.

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    Patrizia

    Patrizia on Flickr. Donna Patrizia Sacco da Verze Piccolo de le terre Calabre, nell’anno del Signore 2007, in la potega de li decoratori de li bandi in Cotrone. Issa s’è acconciata a mettersi in mostra per compiacer lo mastro Squillace che ritrarla volle in sembianze Madonna de tempi antichi.

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    Con quella faccia un po così

    Giancarlo on Flickr. GENOVA PER NOI (Conte – Lauzi) Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima di andare a Genova e ben sicuri mai non siamo che quel posto dove andiamo non ci inghiotte e non torniamo più. Eppur parenti siamo un po’ di quella gente che c’è lì che in fondo, in fondo è come noi selvatica ma che paura che ci fa quel mare scuro che si muove anche di notte e non sta fermo mai. Genova per noi, che stiamo in fondo alla campagna e abbiamo il sole in piazza rare volte e il resto è pioggia che ci bagna…