Gabbiani 2007

Gabbiani 2007 on Flickr.

Sulla spiaggia di Steccato di Cutro – KR

Avrebbe voluto volare libero sul mare,
Lo Scirocco impetuoso si divertiva a respingerlo tra gli uomini,
Esseri che stanno ancorati alla terra:
Quale dialogo è mai possibile con esseri così lontani dal cielo?

Aspettava prima di riprovare,
I suoi compagni erano riusciti a trovare il verso giusto del vento
Mentre quel bipede informe si avvicinava 
Con uno strato tubo nero tra le mani.

Meglio rischiare, piuttosto che il contatto ravvicinato…
con l’uomo! 

Ambulante

Ambulante on Flickr.

Avrei voluto farla a colori…
la musica,
lo strumento,
l’abbigliamento in contrasto con i colori dei costumi e degli ombrelloni…
Ma la musica che usciva da quello strumento, due sole note, erano intonate all’espressione della venditrice…
Questa sì, in contrasto con tutto il resto….
Ogni volta che ognuno di loro si avvicina al mio ombrellone, non riesco a togliermi alla mente il disagio che provavo quando dovevo andare a una festa con i miei abiti migliori… ma sempre troppo appariscenti… in povertà, con quelli degli altri.
Come questa donna…
Decorosa…
Dignitosa…
Ma troppo in contrasto con la mia idea di normalità…

Rosso… dalla vergogna…

Rosso… dalla vergogna… on Flickr.

Ogni tanto anche lo Jonio, non riesce a rimanere impassibile difronte allo spettacolo pietoso cui è costretto, suo malgrado, ad assistere.
Ha visto nascere la civilà della Magna Grecia, ha assistito alla nascita della storia, ed è costretto adesso a guardare, impotente e sconsolato, il suo triste epilogo….
Il suo arrossire è pur sempre una reazione pudica al confronto dello scempio morale cui è costretto ad assistere.

Ci sono giorni che

Le Castella on Flickr.

Ci sono giorni che…
La favola non è più un luogo della memoria,
e ritorni fanciullo a paesaggi che da sempre ti sembra di aver vissuto.
Ci sono giorni che…
La magia non è l’arte dell’impossibile,
e ti sembra del tutto fuori luogo il telefonino che squilla nel taschino del vicino.
Ci sono giorni che…
Il tempo assume i contorni dell’emozione,
e niente è più così distante dai tuoi occhi che tu non possa arrivare a scoprirlo.
Forse l’equazione spazio – tempo è soltanto un’emozione.

Metti una sera di maggio

Atmosfere on Flickr.

Metti una sera di maggio, quando ancora le orde turistiche svernano nelle scatole di cemento della metropoli, quando il vento serale non è ancora diventato il frequentatore abituale di questo promontorio, e la pace di un posto senza tempo…
e allora i discorsi cedono il posto alla contemplazione, il pensiero vaga in atmosfere che sembrano perdute e invece aspettano solo di essere colte.

Commento di Ida… bellissimo come sempre:
sagome nere,si potrebbe pensare che abbiano anima e pensiero, vista così,in una sera di maggio,la “gente”fa meno paura.Gran bella foto,Francesco!

Orizzonte

Orizzonte on Flickr.

Quella linea immaginaria, che si staglia al centro dell’inquadratura, voluta, cercata, ma anche trovata, li dove al mattino sempre si trova… Quando il sole ancora basso sulle colline intorno a Praja Longa non è ancora riuscito a confondere il cielo col mare…Quando la brezza del mattino non si è ancora trasformata in vento di mare e le onde non hanno ancora accumulato abbastanza energia da infrangersi sulla spiaggia ancora bagnata dall’alta marea… E’ quello il momento in cui i colori mostrano le loro tonalità più consistenti senza bisogno di artifici fotografici… quando ancora la luce del sole splendente non ha ancora la forza di nasconderli coi suoi riflessi sull’acqua e nell’aria.
E’ quello il momento in cui lo Jonio offre la sua vista migliore a quei pochi fortunati, o mattinieri per forza, che osano avventurarsi sulle sue sponde…
E forse è per questo, che la nave dei turisti, all’orizzonte, sembra quasi non volersene staccare… forse è per questo che preferiscono quell’ora per andarsene… perchè il ricordo di questo spettacolo naturale rimanga per sempre nella loro memoria cancellando dalla loro mente tutto il resto… tutto quello che l’uomo ha saputo creare per distruggerlo….

L’estate sta finendo…

Barche on Flickr.

Cercavo un’immagine che rappresentasse quella fine dell’estate 2009. I colori, la vegetazione, la gente, erano ancora troppo impregnati di un desiderio di prolungamento di vacanze troppo sentito in questa parte climatica della terra. Poi… sulla spiaggia di Torretta di Crucoli (KR), questo scorcio di mare e di spiaggia con le due persone che aspettano la sera e le nuvole che dai monti della Sila scendono verso Sud, spinte da una brezza leggera, come il sipario di un tempo dello spettacolo che continua… ma con una scena diversa.

La carezza dell’onda

L’onda sembrava accarezzarla… on Flickr.

L’onda sembrava accarezzarla come timorosa di scalfire l’incedere gentile del suo passo… e lei rispondeva con movimenti delicati che accentuavano il senso di simbiosi che gli aleggiava intorno.
L’avevo notata più per il fatto che usava la macchina fotografica che per tutto il resto che, pure non passava certo inosservato.
Ma il suo modo di accostarsi all’acqua, naturale come di sirena che ritorna al suo ambiente naturale rendeva la situazione irreale su quella spiaggia troppo spesso profanata dall’egoismo del possesso.
Non aveva niente della turista smaniosa di refrigerio e adulazione, e niente di indigena presunzione di bellezza al bagno.
Era li perchè doveva esserci, c’era sempre stata… gli dei si nascondono per tanto tempo… troppo… ma poi ritornano… troppo forte la tentazione di mostrare agli umani la dimensione armonica della bellezza.
Austera come solo una dea può esserlo, con l’atteggiamento di chi, apparendo da un’altra dimensione, non si cura del mondo che gli sta intorno. Forse solo il gabbiano che compie intorno a lei evoluzioni di riverenza, riesce per un momento a distoglierla dai suoi pensieri.
La dimensione del sogno si incarna nel suo sguardo lontano, verso quell’orizzonte per lei molto più lontano di quello reale.
Ed è questa dimensione che riesce per un attimo a riconciliarci col mondo, e ottobre sarà meno freddo… adesso!