Rettangoli di memoria

Gli articoli che troverete in questa pagina sono il risultato di un lavoro, non ancora concluso, e che, oltretutto, non so se riuscirò mai a concludere,  che ha visto al pubblicazione di un libro con lo stesso titolo agli inizi degli anni novanta del secolo scorso. Le ricerche allora confluite nel libro sono andate avanti e molto materiale sono riuscito a recuperare successivamente oltre all’integrazione di molto materiale da me stesso prodotto. L’impianto è rimasto lo stesso e, a parte l’ampliamento dei contenuti, niente potrei cambiare rispetto all’idea di fondo che mi aveva spinto a quella pubblicazione. Sono rimaste identiche le motivazioni insieme con la convinzione, che si è ancora di più rafforzata, che si sta progressivamente andando verso la perdita di un senso di appartenenza che la generazione che ci aveva preceduto ci aveva inculcato. La scomparsa di interi manufatti, di oggetti propri della civiltà contadina, insieme con la completa rimozione del dialetto e dei particolari significati che questo attribuiva a gesti, atti e attività che stanno scomparendo insieme con le parole che li denotavano. Un altro libro in forma cartacea però, in questo momento, se pur necessario per le implicazioni che il formato stampa comporta, non avrebbe lo stesso senso di allora dal punto di vista della divulgazione, che era uno degli scopi principali del mio lavoro inziale, tenendo conto soprattutto delle nuove tendenze relative ad una fruizione digitale dei contenuti. I social hanno da un lato ampliato la domanda di contenuti relativi alle nostre radici ma hanno anche portato ad un inquinamento delle informazioni che il mondo non ha mai conosciuto fino a tempi recenti. Le fonti certe sono state sostituite dal sentito dire e all’autorevolezza del sapere si è progressivamente affermato il sentito dire o addirittura quelle che oggi va di moda definire le fake news. I tempi per una revisione completa di tutto il lavoro degli ultimi 40 anni e il necessario impegno per renderlo organico ad una pubblicazione cartacea non sono più alla mia portata. Del resto il mio obbiettivo primario è rendere fruibili i risultati di questo lavoro nella forma in cui sono stato raccolti, il digitale infatti, e una volta sistematizzato il mio archivio allora potrò dedicarmi ad altre forme di comunicazione con la consapevolezza di aver assolto alla missione che mi ero scelto il giorno del mio ritorno a San Mauro. Nel sito ci sono tutti una serie di contenuti più o meno organizzati che assolvono alla funzione di magazzino di informazioni: con questa pagina inizia però un percorso virtuoso che dovrebbe rendere più agevole la ricerca e la fruizione. Tutto questo nella speranza di tempi migliori in cui altri partiranno da questo magazzino per raggiungere lidi di consapevolezza che in questo momento purtroppo non riesco a intravvedere. Se volete, più che una dichiarazione di intenti, questa pagina potrebbe definirsi una dichiarazione di ottimismo per il futuro della nostra comunità.