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La storia cancellata
Una delle cose più stupide che siano mai state concepite a Crotone è sicuramente il tentativo, riuscito, di far sparire qualsiasi traccia della realtà industriale del 900. Quasi fosse una vergogna avere soltanto pensato di avere un sia pur minimo barlume di volontà di riscatt0 dall’atretratezza e dalla schiavitù della terra. Ma forse questa cancellazione è la certificazione di una non cultura industriale che ha reso la Montedison solo un paravento dietro il quale nascondere la propria insipienza e l’atavica incapacità. L’abbiamo fatta chiudere senza che il territorio ne ottenesse nulla in cambio…l’abbiamo demolita senza che rimanesse traccia… ma nel deserto che rimane anche tutti coloro che di questo scempio…
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Scorci nascosti
Ci sono scorci di San Mauro che hanno qualcosa di magico sempre, ma in alcuni momenti, quando la luce del sole li coglie secondo particolari angolazioni, diventano anche visioni irripetibili di situazioni emozionali difficilmente descrivibili con il limitato bagaglio di parole disponibili. Riverberi di scene viste in film famosi, immagini di letture dimenticate, scene di sogni ad occhi aperti che raccontano di cortili nascosti e di spazi di intimità aperti però su orizzonti sconfinati. Avere il tempo e la possibilità di raccontarli in sequenze di luce diverse sarebbe anche un modo di raccontare un paese diverso dal solito è lontano dalle immagini stereotipate della cartoline paesaggistiche. C’è un paese delle…
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A vineddra
Ancora una delle foto “Antropologiche”. Una di quelle foto dove forse è più evidente la caratteristica fondamentale delle comunità rurali dove lo spirito di gruppo era il motore della sopravvivenza. “A vineddra” non era soltanto l’indirizzo postale ma il crogiolo di una serie di rapporti che travalicando quelli familiari si intersecavano sul tracciato del bisogno e della solidarietà. Non avevi bisogno di congelare niente delle piccole cose necessarie per cucinare: Quello che non avevi in casa lo aveva sicuramente “a cummari Peppina” e se avevi finito l’olio per quel giorno “Anciuluzza facìa nu sacrificiu” . Certo non era tutto rose e fiori; l’agiografia del ci volevamo tutti un mondo di…
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A cìpia i du “Scifu”
C’è stato un tempo in cui la storia a San Mauro sembrava essersi fermata…mentre in altre parti del mondo si vendevano figoriferi, lavatrici e televisori, a San Mauro era ancora di moda “a vucata” che affondava le radici nella preistoria della civiltá contadina. Condizione essenziale per questa usanza obbligatoria e necessaria era la “cìpia” e tutto il contorno che questa presupponeva: un prato intorno per stendere la biancheria, una “caseddra” dove rifugiarsi e riparare la biancheria in caso di acquazzoni improvvisi, uno spiazzo o un camino dove far bollire “a quadara” e soprattutto l’essere vicina al paese per poter trasportare la biancheria sulla testa e sulle spalle se non si…
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Fenomenologia dell’immagine
Chiamo fenomenologia dell’immagine quella situazione in cui un oggetto ben definito come una fotografia evoca sensazioni, emozioni, stati d’animo e reazioni che vanno al di la delle condizioni materiali dell’oggetto. Una fotografia è tale per tutte le persone che vivono la civiltà dellimmagine ma ognuna di esse ha una relazione diversa con la scena che questa rappresenta, e quel che più conta, nessuna di queste relazioni potrà mai essere clonata. Il rapporto individuale con l’immagine è esclusivo, originale e non riproducibile. L’immagine sopra può essere emblematica a questo riguardo: le persone rappresentate sono per molti della mia età abbastanza note, Don Peppino, Carmelino Lucia, Pierino Ierardi, Raffaele Iuliano con la sigaretta…
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40 anni di fotografia
40 anni di fotografie…Una seconda vita… una storia infinita di fotogrammi che scandiscono come un orologio di celluloide e di pixel ogni giorno di questi lunghi 40 anni. Ho nella testa una lanterna magica che gira continuamente illuminando lo schermo della memoria come un vecchio carosello diaporama degli anni 70. La lanterna gira continuamente facendo scorrere momenti e storie che solo io riesco a distinguere senza bisogno di rallentare il vortice che altri non potrebbero sopportare… e poi, come in una proiezione dia, il telecomando si aziona per fermare la sequenza su quel fotogramma che mi riporta indietro nel tempo… In fondo la fotografia è una macchina temporale individuale dove…
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Disordine
C’era una volta un re, il cui nome nessuno poteva nominare, e neppure scrivere, e men che meno pensare. A dispetto di ciò egli esisteva, egli viveva, egli faceva sentire la propria presenza, rendeva concreto ogni indizio del suo essere, fugava ogni dubbio sulla propria illusoria figura, imponeva nei confronti di sé stesso un crescente rispetto. Ma le lapidi non lo ricordavano, i libri non lo descrivevano, le poesie non lo cantavano, gli affreschi non lo ritraevano, le statue non lo raffiguravano, gli elenchi non lo catalogavano, i giudici non lo chiamavano a testimonio, i saggi non lo presentavano a modello, i miseri non lo imploravano, le dottrine non lo…
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L’arpa di Pay Ya
Nel burrone di Lung Men tanto, tanto tempo fa c’era un albero di nome Kiri, un vero re della foresta. Un potente mago costruì con il legno di quest’albero un’arpa meravigliosa, il cui spirito non poteva essere domato nemmeno dal più grande dei musicisti. Per molto tempo quest’arpa fu custodita insieme ai tesori dell’imperatore della Cina senza che nessuno, tra tutti coloro che avevano tentato, fosse riuscito ad estrarre una melodia dallo straordinario strumento. Infine arrivò Pai Ya, il più bravo di tutti gli artisti. Accarezzò l’arpa con mano leggera, quindi prese a pizzicare leggermente le corde dello strumento. Pai Ya cantò la natura e le stagioni, le alte vette…