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U cagnu e ru chiuavu
Si trasu ti rumpu – c’ha dittu u chiuavu a ru cagnu! Sentami: i trasiri macari trasi – ma trasi dirittu e niasci stuartu – c’ha rispundutu u cagnu!
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Contagio….
In effetti di un vero e proprio contagio si trattava; solo che io non potevo saperlo, non potevo nemmeno lontanamente immaginare che per il solo toccarla mi sarebbe rimasta attaccata tutta la vita. La Comet era attaccata al collo di quello strano signore con il cappello bianco e i pantaloni così colorati da sembrarmi sguaiato quasi quanto il suo modo di parlare pieno di vocaboli incomprensibili inseriti in un tentativo mal riuscito di dialetto e di italiano che nemmeno i più asini della mia classe… E continuava a ripetermi: Babi, i bbó i dollár, pigghjiatilli i dollár, babi! La donna che gli stava accanto continuava a lisciarmi i boccoli sopra…
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Jualj Carcagnutu
A mmija mi l’hanu mparata ed’ija va dicua a vvua! Vua facitindi l’usu chi vuliti… tantu, ud’è ca l’ati pagati si paroli! A prima cosa, m’ati pirdunari, ma ija no parru u talianu… ija sugnu carcagnutu e parru cumi tutti i carcagnuti…. A sicunda: ja ud’è ca sugnu tantu finu e ri paroli i libiru cumi mi calanu, cumi ova calatri. Nò sempri mi riagulu s’haju fattu a frittatica A terza: M’ati cumpatiri si certi voti paru intr’a negghjia. Ricurdativi ca ija sugnu chiru c’ha truvatu i sordi u juarnu chi chjiuvia ficu. M’avianu dittu: junciati ccu ri miagghji tua e facci i spisi! Hajiu nisciutu ccu ri sordi,…
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I luoghi della memoria
Ci sono posti presenti solo nella memoria i cui confini risultano sbiaditi dal tempo… poi, magari mentre stai cercando altro, o mentre stai pensando a cose distanti migliaia di chilometri, con la coda dell’occhio e attraverso il finestrino della macchina, riesci a cogliere uno di questi luoghi nella realtà. Non è importante se riportano al tuo vissuto o a quello di qualcuno che ha saputo raccontarteli. … è importante che tu adesso abbia la macchina fotografica per farli diventare un istante di esistenza condivisa. P.S. L’albero si trova tra il bivio Guerci e il biviere sulla strada…
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Scampato pericolo
Un istante prima che l’onda ci travolga…. prima che il vortice si apra ad inghiottirci! Le ali bagnate si muovono con difficoltà e gli schizzi di acqua salmastra ci impediscono di vedere con la necessaria lucidità tutto ciò che siamo riusciti a lasciarci dietro le spalle….ma per questa volta ne siamo fuori in attesa della prossima…. in attesa di riprovarci. Oppure è arrivato il momento di ritornare sulla spiaggia: è più noioso, meno inebriante, ma…..
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Il necessario
Non servirà molto, niente di più dello stretto necessario: un platano, una panchina e un libro, a tutto il resto ci penseranno il tempo e la memoria!
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Antichi sapori
C’è una memoria dei sapori che rimane nella testa e diventa come una cartina di tornasole ogni qualvolta si risentono certi odori o semplicemente si rivedono scene e azioni che riconducono a queste reminiscenze. E’ in quel momento che si avverte un corto circuito mentale tra la memoria e il desiderio: quei sapori, quegli odori non possono più ritornare e la memoria diventa il luogo della nostra tortura.
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Il paradiso dei fessi
Non sono mai stato così integralista da pensare che il mondo possa dividersi tra bene e male in modo assoluto, soprattutto perchè in quest’ottica il bene sarebbe sempre rappresentato da un’infima minoranza di santi. E’ del tutto ovvio infatti che in una visione integralista non è previsto il pentimento e quindi il peccato la farebbe da padrona. Sono però diventato un convinto assertore della divisione del mondo tra fessi e furbi, dove per furbi sono da intendersi tutti coloro che usano le loro capacità solo ed esclusivamente a discapito degli altri, ovvero i meno furbi, ovvero i fessi! In questa visione non sono previste categorie intermedie: o si è fessi, o…