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L'Ombrellaru
C’è stato un tempo in cui l’ombrello era un accessorio importante della vita dell’uomo, come il cappello, il manto, e le scarpe. Un accessorio a cui erano richieste solo tre virtù: robustezza, durata, efficienza! Tutto il resto, la bellezza, i colori, l’eleganza, erano fronzoli inutili che la civiltà contadina non riconosceva come necessari. Del resto, il colore era sempre uno solo: nero! La parità dei sessi era dimostrata dal fatto che fosse unico per tutti, maschi e femmine, e la democrazia era garantita dal fatto che molto spesso ve n’era un solo esemplare disponibile per tutta la famiglia. La sua struttura era quanto di più semplice si fosse potuto inventare: un telo…
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U Quadararu
Il lavoro del “quadararu”, come la stragrande maggioranza dei mestieri artigianali, nel passato ha avuto una grande importanza riuscendo a soddisfare tutti quei bisogni di cui una famiglia necessitava. Se si escludevano quei pochi momenti in cui la sua arte era richiesta per la realizzazione delle opere di raccolta delle acque piovane, molto spesso appannaggio delle case signorili o comunque benestanti, la sua attività principale era relativa alla produzione e riparazione di utensili casalinghi e legati alla produzione e alla conservazione dei prodotti agricoli. Gli oggetti, oltre che di rame zincata, erano anche di rame rossa come “le pompe” per irrorare i vigneti, i pescheti e altri tipi di frutta,…
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Cchi d’è ru ballottaggiu?
Catirì! Vida ca ija niasciu! A ra jiazza cci su i comizii ppi ru ballottaggiu e ppi ru referendum! – Ohi Giggì, e cchi d’è ru ballottaggiu? Giginu Coraisima rimaneva sempre impasamato di fronte alla disarmante ignoranza della moglie, anche se nel corso degli anni questa si era sempre palesata nonostante i suoi tentativi certosini di farle capire i rudimenti di quella che lui considerava l’arte della politica. Non si era mai capacitato di tanta ottusità nella mente di una donna che per altri versi si era dimostrata più intelligente e pragmatica di lui. A questa deficienza della moglie, del resto, lui faceva risalire l’inizio delle sue sfortune politiche dato…
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Il mondo alla rovescia
Una volta, e nemmeno tanto tempo fa, al mio paese, si ragionava in modo molto elementare senza arzigolare troppo sulle “antropologie biochimiche dei significati”. Per dire: Un ladro era un ladro, quale che fosse l’oggetto del furto. Tanto per intenderci meglio, per ricevere l’ambito titolo bastava rubare una gallina o un po di frutta dagli alberi. Sono da antologia i racconti dei vecchi contadini che per paura di beccarsi una condanna per falsa testimonianza, evitavano in tutti i modi di presentarsi alle cause in tribunale. Sono da spettacolo comico moderno le considerazioni che gli stessi facevano al passaggio di un condannato per furto di legna. Poi i tempi sono cambiati!…
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Cugghjiandri
Macari ccu ra miandula… E’ uno degli ultimi eredi di una tradizione onorevole che ha forgiato centinai di affamati alla conquista del cibo e, quando non di questo, all’esercizio del potere del più forte all’interno del “branco”. Ma, una volta, questo esercizio atavico dei bambini, sotto tutte le latitudini e in tutte le epoche, aveva come premio “U Cugghjiandru”, (il confetto) e il comando del gruppo sulla base delle quantità raccolte. Erano molte di più le braccia predatrici, delle mani elargitrici; Erano poche le donne che si potevano permettere di buttare “cugghjiandri ccù ra miandula” e molte invece quelle che usavano quelle con la pasta, agri riciclando quelli che i…
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Considerazioni intorno al nostro dialetto
Considerazioni intorno al nostro dialetto da parte di una milanese vissuta nel nostro paese. (Cinzia) Tutti gli abitanti del Marchesato parlano il dialetto, e in ogni paese un dialetto ben preciso e in qualche caso molto difficile, il dialetto è parte di loro, della loro vita del loro mondo, è quasi una difesa della propria intimità, è il segno di una appartenenza ad un gruppo ben definito. Dalla mia ricerca è emerso come il dialetto sia una espressione di vita, sia il volto di tutto un paese, come una sintesi in cui si assommano il suo passato, le sue tradizioni e la sua storia. Ogni parola, ogni espressione dialettale, infatti,…
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Africa tra noi
L’Africa è vicina C’è stato un tempo in cui l’Africa non era poi così lontana dal Marchesato Crotonese, come molti, oggi, sarebbero indotti a pensare. E’ vero, c’era di mezzo il mare, e gli aerei non erano ancora utilizzati per viaggi di piacere come nel nostro tempo, ma la vicinanza di cui parliamo non è certo quella geografica, che quella, se non per le spinte tettoniche a cui siamo soggetti, non è cambiata in modo evidente. Ci riferiamo infatti ad una vicinanza di tipo sociale, economica e per molti versi antropologica che in molti casi non è ancora molto cambiata. Erano gli anni in cui le cose che ci avvicinavano…
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Madonna mia pensaci tu!
Il 25 aprile di quest’ anno la chiesa della Madonna del Soccorso è stata elevata alla dignità di santuario: Santuario Maria SS. Soccorso… E’ cambiato solo un vocabolo ma, in tutti noi, si ha 1’impressione che sia stato messo un sigillo ad un documento importantissimo della nostra storia. Un documento scritto con la nostra grande devozione verso quest’Immagine la cui origine è avvolta nel mistero a nella leggenda. E’ come se, soltanto adesso dopo centinaia d’anni, ci rendessimo finalmente conto dell’importanza di questa piccola chiesa agli occhi del mondo. Importanza, naturalmente, sotto il profilo civile perché, per quanto riguarda quello religioso, anche se solo “”chiesa”“, è sempre stata presente nel…