Storie Carcagnute
- Catirì! Vida ca ija niasciu! A ra jiazza cci su i comizii ppi ru ballottaggiu e ppi ru referendum!
- Ohi Giggì, e cchi d'è ru ballottaggiu?
Giginu Coraisima rimaneva sempre impasamato di fronte alla disarmante ignoranza della moglie, anche se nel corso degli anni questa si era sempre palesata nonostante i suoi tentativi certosini di farle capire i rudimenti di quella che lui considerava l'arte della politica. Non si era mai capacitato di tanta ottusità nella mente di una donna che per altri versi si era dimostrata più intelligente e pragmatica di lui. A questa deficienza della moglie, del resto, lui faceva risalire l'inizio delle sue sfortune politiche dato che è notorio, accanto ad un grande uomo c'è sempre una grande donna! Ecco, a lui era venuta a mancare proprio la grande donna, ed era per questo che nonostante i suoi trascorsi di militanza rivoluzionaria non era mai riuscito ad emergere come dirigente politico.
- Catirì! Sempri a solita ciota... U capisci nenti...Ari votazioni c'amu fattu u 6 e ru 7 nessuno di li candidati ad arrivatu alla maggioranza dello 51 per ciento delli voti e allora si ha da andari a rivotari tra chelli chi sono arrivati i primi dua: Schfinu e Zurlu. Mo chini pijia ddi cchjiù diventa prisidenti de la provincia di Cotrone!
 
Ti riaguli
Era la frase con la quale, quasi sempre, "u Zzu peppinu" Cavarretta rispondeva a quelle persone che con l'idea di mostrarsi gentili a tutti i costi, gli rivolgevano domande che presupponevano riposte scontate o, quanto meno, abbastanza prevedibili.
Che senso aveva per esempio domandargli se era stato in campagna quando lo si vedeva passare a cavallo del suo asino, in abiti da lavoro, con il basto carico di armenti e la stanchezza disegnata sul suo volto?
 
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