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L'EDA a Crotone
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......Nel burrone di Lung Men tanto, tanto tempo fa c'era un albero di nome Kiri, un vero re della foresta. Un potente mago costruì con il legno di quest'albero un'arpa meravigliosa, il cui spirito non poteva essere domato nemmeno dal più grande dei musicisti.
Per molto tempo quest'arpa fu custodita insieme ai tesori dell'imperatore della Cina senza che nessuno, tra tutti coloro che avevano tentato, fosse riuscito ad estrarre una melodia dallo straordinario strumento. Infine arrivò Pai Ya, il più bravo di tutti gli artisti. Accarezzò l'arpa con mano leggera, quindi prese a pizzicare leggermente le corde dello strumento. Pai Ya cantò la natura e le stagioni, le alte vette delle montagne e le tumultuose acque dei fiumi e tutti i ricordi dell'albero si risvegliarono. Incantato il Signore del celeste Impero volle conoscere il segreto che aveva permesso a Pai Ya di avere ragione della resistenza dell'arpa. "Maestà - rispose il musicista alle domande dell'imperatore - coloro che mi hanno preceduto nel tentativo di suonare questo strumento hanno fallito perché non cantavano che essi stessi. Io, invece, ho lasciato che l'arpa scegliesse da sola la sua sinfonia e non sapevo bene se l'arpa fosse Pai Ya o Pai Ya fosse l'arpa".....
Okakura Kakuzo, Il libro del tè, Sugarco, MI
"La musica è cambiata, l'arpa comincia a suonare". E' stato questo il primo pensiero che la mia mente era riuscita ad elaborare quando, nell'estate del '97, nel silenzio della sospensione del¬le attività didattiche, il Provveditore Giovanni Garreffa ci fece leggere l'ormai famosa OM/ 455. Finalmente si delineavano interventi e azioni formative per una fascia di utenza non più abituata ai banchi di scuola. Finalmente una risposta logica e coerente del nostro Paese al vasto dibatti¬to che nel '96 (anno Europeo dell'istruzione e della formazione lungo tutto l'arco della vita) aveva avuto come interlocutori autorità nazionali, insegnanti, imprese e parti sociali. Accanto a questi primi elementi di riflessione, ancora più pressante era la sensazione che questo treno non era da perdere se non si voleva rischiare di rimanere ancora una volta ad aspettarne un altro che quasi sempre dalle nostre parti arriva in ritardo. Il lasso di tempo intercorso tra la fase di studio a quella progettuale è stato brevissimo. Il Provveditorato di Crotone, i Distretti Scolastici, la Provincia e il Comune Capoluogo, prepararono e diffusero un manifesto informativo che, con l'aiuto di un passaparola tanto efficace quanto non del tutto previsto, fece in modo che si raccogliessero, nel breve termine di un mese, più di duemila domande di adesione ad un progetto che apriva le porte ad una seconda possibilità al giovani che non avevano avu¬to successo nel sistema scolastico classico e ai meno giovani, che, pur acculturati, erano bisognosi di nuovi saperi richiesti da una società in rapida tra¬sformazione. Le iniziative annunciate, diversificate nell'offerta formativa avevano un obiettivo comune: rende¬re un servizio alla popolazione perché fosse messa nella effettiva condizione di assumere il controllo delle trasformazioni in atto nei vari ambiti e incidere in modo creativo su di esse, anziché subirle.

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