Amarcord
Non riesco a immaginare un macinino del caffè illuminato dalla luce di un neon... La mente va, e ritorna alle "spere i suli" che si intrufolavano attraverso " a porta i subba abbutata" o alle ombre della luce di un mozzicone di candela in cui il "miccio" era ormai sprofondato nella cera sciolta e iniziava la danza della sopravvivenza per non spegnersi sprofondandovi dentro. Sapori, colori, atmosfere che vivono ormai soltanto nella memoria individuale di coloro che hanno fatto in tempo a vivere gli ultimi epigoni della civiltà contadina e i riflessi smorti del miracolo industriale italiano. Fino alla fine della sua esistenza mia nonna ha caparbiamente sostenuto, e con tanta ragione, che le lame dei macinini elettrici non macinavano il caffè ma lo "abbrittavano" facendolo diventare soltanto polvere di "ciofeca"... che avesse ragione lo dimostrava il profumo che usciva dal suo monolocale ogni volta che piazzava la moka accanto alle braci del fuoco!
 
C'è stato un tempo in cui l'ombrello era un accessorio importante della vita dell'uomo, come il cappello, il manto, e le scarpe. Un accessorio a cui erano richieste solo tre virtù: robustezza, durata, efficienza! Tutto il resto, la bellezza, i colori, l'eleganza, erano fronzoli inutili che la civiltà contadina non riconosceva come necessari. Del resto, il colore era sempre uno solo: nero!
La parità dei sessi era dimostrata dal fatto che fosse unico per tutti, maschi e femmine, e la democrazia era garantita dal fatto che molto spesso ve n'era un solo esemplare disponibile per tutta la famiglia. La sua struttura era quanto di più semplice si fosse potuto inventare: un telo nero, una serie di stecche di ferro di dimensioni diverse, un anello di sscorrimento, alcuni pezzi di ferro acciaioso, e un manico di legno più o meno pregiato. Un attrezzo così povero non richiedeva un mestiere molto specialistico con attrezzature complesse e costose. La magior parte della manutenzione era affidata alle donne che rattoppavano il telo nei punti dove si era bucato e agli uomini quando si trattava di sostituire una stecca corrosa dal tempo e dalle intemperie.
 
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